Collezione: Orthoceras

Il nome ortoceras deriva dal greco antico e significa «corno diritto». L’ortoceras è un fossile, quindi il suo nome non è riconosciuto dall’IMA (International Mineralogical Association). Per memoria, si definisce fossile la traccia mineralizzata di un antico organismo vivente. Può trattarsi anche della traccia dell’attività di questo organismo o della sua impronta in una roccia sedimentaria. Ci fornisce informazioni sul suo aspetto e sulla sua struttura.  

Gli ortoceri erano molluschi cefalopodi (molluschi dotati di conchiglia interna) vissuti durante il periodo geologico dell’Ordoviciano, nell’era Paleozoica, da 488 a 444 milioni di anni fa, fino alla fine del Permiano, da 299 a 251 milioni di anni fa.  

Gli ortoceri scomparvero durante la grande estinzione del Permiano-Triassico, nel corso della quale si estinse completamente il 96% delle specie marine e il 75% di quelle terrestri. 

Si può dire che gli ortoceri appartengano alla stessa famiglia dei calamari e dei polpi. Sono animali molto comuni e ampiamente diffusi negli oceani. Vivevano in conchiglie che si modificavano man mano che i molluschi crescevano. Le loro dimensioni potevano quindi variare da pochi centimetri a diversi metri di lunghezza. 

L’ortoceras possedeva tentacoli, un becco e grandi occhi, come il calamaro. Si trovava nella parte terminale della sua conchiglia conica. Ogni camera era separata da una «parete». Le camere più antiche erano riempite di gas e acqua e permettevano all’animale di spostarsi regolando il proprio galleggiamento. Poteva così nuotare in superficie o in profondità.    

In generale, i fossili interessavano poco le civiltà antiche. La loro presenza veniva spiegata come il risultato dell’azione della luna o del sole. Nel XVIII secolo, però, gli scienziati svilupparono le scienze naturali e nacque la paleontologia. Per informazione, la paleontologia è lo studio della vita del passato attraverso gli organismi fossilizzati nel corso delle ere geologiche.  

Nel corso degli anni, il fossile di ortoceras si è trasformato. Sepolto sotto i sedimenti, il corpo del mollusco veniva divorato da altri animali marini. In seguito, le cavità della conchiglia continuavano a riempirsi di sedimenti, che poi si trasformavano poco a poco in una roccia dura.  

Il colore dell’ortoceras fossilizzato varia dal nero al marrone scuro, al verde scuro, al grigio e al bianco. La sua composizione può contenere calcite e, naturalmente, altri minerali diversi a seconda della sua origine.  

Oggi l’ortoceras è molto utilizzato in gioielleria o come oggetto decorativo. Alcune lastre di ortoceras vengono usate come lapidi, tavoli, lavabi, ecc.   

L’ortoceras è molto diffuso in tutto il mondo. I principali giacimenti si trovano in Marocco

L’ortoceras è noto per la sua capacità di proteggere dalle energie negative e dalle persone dalle influenze nocive. Agisce come uno scudo. Dona a chi lo indossa rapidità di pensiero e di reazione. Chi lo porta reagisce subito, qualunque sia la situazione, e non la subisce più.  

La natura fossile dell’ortoceras permette di entrare in contatto con il proprio io interiore. Ha una funzione di radicamento e aiuta chi lo indossa a sapere esattamente quale sia il proprio posto. Facilita le decisioni quando ci si trova di fronte a scelte difficili.  

Inoltre, questo fossile marino ci rende consapevoli delle energie profonde e nascoste che sono in noi. Libera la mente e fa emergere ciò che è bloccato. In questo modo, aiuta a liberarsi dai traumi legati all’infanzia che impediscono di andare avanti nella vita.  

Dona a chi lo indossa vivacità, semplicità e vitalità. La persona sviluppa una bella energia ed è portata all’azione. Affronta i propri progetti con grande entusiasmo e acquisisce maggiore sicurezza e fiducia in sé. 

Siamo spiacenti, non ci sono prodotti in questa raccolta