I gioielli con rubini incarnano la passione allo stato puro. Questo rosso intenso, vibrante, a tratti quasi incandescente, ha affascinato l'umanità come nessun altro colore di pietra. In sanscrito, il rubino è chiamato ratnaraj, letteralmente "re delle pietre preziose", titolo che ha mantenuto per millenni. I maharaja indiani lo veneravano più del diamante, i guerrieri birmani lo inserivano sotto la pelle prima del combattimento per diventare invincibili e le corone europee più celebri ne sono incastonate. Geologicamente, il rubino è un corindone rosso, della stessa famiglia dello zaffiro. È il cromo a conferirgli questo caratteristico colore rosso e i rubini più belli – detti "sangue di piccione" – raggiungono prezzi superiori a quelli del diamante.
In litoterapia, il rubino è una pietra di vitalità, passione e coraggio. Agisce sul chakra della radice (radicamento e forza vitale) e sul chakra del cuore (amore passionale e generosità). È una pietra che dinamizza in profondità, che ravviva la fiamma interiore quando si spegne e che dona il coraggio di portare avanti le proprie convinzioni. È consigliato nei periodi di profonda stanchezza, di mancanza di motivazione o quando si ha bisogno di ritrovare slancio nella propria vita sentimentale o professionale.
Il rubino si abbina bene al granato (vitalità rinforzata), all'ametista (canalizzazione dell'energia) o al cristallo di rocca (amplificazione). Per la cura, il rubino è una pietra estremamente resistente con una durezza di 9 sulla scala di Mohs, subito dopo il diamante. Un risciacquo con acqua corrente e una ricarica al sole o alla luce lunare sono sufficienti.