Lo zaffiro, in latino sapphirus, derivato dal greco sappheiros, significa «blu». In ebraico, sappir si traduce con «la cosa più bella». Tuttavia, ha altre traduzioni in lingue come l’ebraico, il caldeo o il sanscrito. In quest’ultima lingua, zaffiro si intende come «sacro a Saturno». L’origine di questa denominazione sembra plausibile, dato che nell’astrologia indiana lo zaffiro è la pietra preziosa attribuita a Saturno.
Lo zaffiro blu è citato in numerosi racconti mitologici e religiosi. I Persiani erano convinti che il blu del cielo provenisse dallo zaffiro. Nella Bibbia, il trono di Dio è di un blu dalla celebre limpidezza, dovuta alla presenza di zaffiri. Inoltre, lo zaffiro è una delle dodici pietre incastonate nel pettorale di Aronne. Lo si ritrova anche nelle fondamenta di Gerusalemme.
La forma francese di zaffiro risale al XII secolo, in uno dei manoscritti del monaco e poeta Philippe de Thaon, e in seguito, nel Rinascimento, nel dizionario di Jean Nicot, diplomatico francese noto per aver introdotto il tabacco in Francia.
Nell’Antichità, lo zaffiro era associato agli dèi: a Giove presso i Romani, a Zeus presso i Greci e a Indra in India. Tuttavia, le descrizioni di Teofrasto (371 a.C. - 288 a.C.) e Plinio il Vecchio (23 d.C. - 79 d.C.) lasciano pensare che si trattasse piuttosto di lapislazzuli. Sono stati però ritrovati, durante scavi archeologici, rari zaffiri incisi. Un intaglio egizio raffigurante una principessa o una regina, risalente al II secolo a.C., è conservato presso la Biblioteca Nazionale.
Nel IV secolo, i Franchi e i Visigoti padroneggiavano una tecnica orafa unica, detta cloisonné. Gli artigiani incastonavano le pietre colorate in sottili scomparti utilizzando rame o oro. Questo procedimento, impiegato anche nell’arte merovingia e carolingia, fu applicato allo scrigno reliquiario di Teodorico, al cosiddetto vaso di San Martino o all’acquamanile di Carlo Magno. Tutte queste magnifiche opere sono ornate di zaffiri.
Nel Medioevo, gli zaffiri adornavano diversi oggetti e gioielli. Sono stati ritrovati numerosi vasi e cofanetti decorati con gemme come granati e zaffiri. Uno splendido zaffiro di 135 carati è attualmente esposto al Museo di Storia Naturale. Si tratta del grande zaffiro di Luigi XIV.
Lo zaffiro più grande del mondo è uno zaffiro nero stellato proveniente dal Queensland, in Australia. Un ragazzino lo portò a casa e lo usò come fermaporta. Suo padre, un minatore, lo riconobbe come una pietra preziosa e decise di venderlo. Il gioielliere Harry Kazanjian fu il primo ad acquistarlo, per la somma di 18.000 dollari, e a tagliare questa magnifica pietra. Oggi è chiamato Black Star of Queensland, pesa 733 carati, ovvero quasi 150 g, e il suo valore è stimato in 100 milioni di dollari.
Come il rubino, lo zaffiro appartiene alla famiglia dei corindoni e a quella delle pietre preziose, al pari del diamante e dello smeraldo. Deve il suo straordinario colore blu alla presenza di ferro e titanio nella sua composizione. Ha una durezza di 9 sulla scala di Mohs. Solo il diamante può scalfirlo, poiché ha una durezza di 10 sulla stessa scala. Lo zaffiro si forma nei piccoli fiumi che attraversano le montagne, per poi essere estratto dai giacimenti.
I principali giacimenti si trovano in Sri Lanka, Birmania, Thailandia, India ecc.
Lo zaffiro agisce molto sulla mente. Migliora la memoria, rafforza la concentrazione e sviluppa l’intuizione. È consigliato agli studenti, soprattutto durante il periodo degli esami, e alle persone che stanno cambiando carriera. Favorisce l’elevazione spirituale e la meditazione.
Inoltre, stimola la creatività e l’ispirazione. Questo favoloso minerale blu accresce l’immaginazione ed è perfetto per tutti gli artisti, scrittori, scultori ecc.
Simboleggia il radicamento, la stabilità, la solidità e la fedeltà. Per questo è la pietra dei fidanzamenti. Aiuta a superare le difficoltà e le prove della vita, da soli o in coppia. Indossare uno zaffiro rafforza il coraggio e la volontà di raggiungere i propri obiettivi.
Pietra della pazienza, della tenacia e della lealtà, lo zaffiro è perfetto per le persone troppo impazienti o stressate. Calma la collera, la gelosia e il risentimento. Lenisce le preoccupazioni e regola il nervosismo. Al contempo, favorisce la perseveranza, la fiducia in sé stessi e la sicurezza.
Questa pietra è perfetta per le persone iperattive, grazie al suo effetto calmante. Dona serenità e restituisce la gioia di vivere e l’entusiasmo. Libera da timori e paure radicati. Rimuove i blocchi causati da traumi infantili.