I gioielli in ossidiana nera sprigionano un'energia grezza e potente. Questo nero profondo, lucente, a tratti vitreo, ha qualcosa di assoluto. E a ragione: l'ossidiana non è un cristallo nel senso classico del termine. È un vetro vulcanico, formato dal raffreddamento ultra-rapido della lava a contatto con l'aria o l'acqua. Nessuna struttura cristallina, nessuna lenta formazione sotterranea: l'ossidiana nasce nella violenza di un'eruzione e si solidifica in pochi secondi. Le civiltà precolombiane ne ricavavano lame sacrificali e specchi divinatori, gli egizi amuleti funerari e i popoli dell'Anatolia alcuni degli strumenti taglienti più efficaci della preistoria. È una pietra da sempre legata al potere, alla verità e alla trasformazione.
In cristalloterapia, l'ossidiana nera è considerata la pietra di protezione più potente e radicale. Lavora sul chakra della radice e agisce come uno scudo totale contro le energie negative. Ma attenzione, è anche una pietra specchio che rimanda alle proprie zone d'ombra. Fa emergere le emozioni sepolte, le verità che si preferisce ignorare, gli schemi ripetitivi non ancora risolti. È per questo che la si consiglia a chi è pronto a fare un vero lavoro su se stesso, non a chi cerca solo un po' di dolcezza.
L'ossidiana nera si abbina bene alla tormalina nera (protezione rinforzata), al quarzo rosa (per addolcirne l'energia tagliente) o al cristallo di rocca (amplificazione e chiarezza). Per la manutenzione, un risciacquo con acqua corrente e una ricarica alla luce lunare sono sufficienti. Evitate l'esposizione prolungata al sole. Con una durezza da 5 a 5,5 sulla scala di Mohs, l'ossidiana è un vetro naturale che si graffia più facilmente del quarzo; maneggiatela con un minimo di attenzione.