I gioielli in serpentina hanno un aspetto organico e terroso che colpisce immediatamente chi ama le pietre dal carattere naturale. Questo verde oliva, a volte chiaro e traslucido, a volte scuro e venato di nero o di giallo, ricorda la pelle di un serpente, ed è proprio da qui che deriva il suo nome. La serpentina è un gruppo di minerali magnesiaci che si trova nelle rocce metamorfiche di tutto il mondo. Viene utilizzata fin dall'antichità: i Romani ne facevano oggetti decorativi, i Cinesi la lavoravano come sostituto del giada e i popoli del Sud America la usavano nei loro rituali di guarigione. È una pietra spesso sottovalutata che merita davvero attenzione.
Nella litoterapia, la serpentina è una pietra di rinnovamento, disintossicazione e risveglio della kundalini. Agisce sul chakra del cuore e sul chakra della radice, creando un ponte tra l'ancoraggio terrestre e l'apertura emotiva. È una pietra che aiuta a liberarsi dai vecchi schemi, dalle emozioni stagnanti e dalle energie accumulate che non servono più. La tradizione le attribuisce anche proprietà di disintossicazione fisica, in particolare per i reni e lo stomaco. Il suo legame con la kundalini la rende una pietra apprezzata dai praticanti di yoga e meditazione che cercano di lavorare l'energia ascendente lungo la colonna vertebrale.
La serpentina si abbina bene con la malachite (trasformazione rafforzata), il giada (saggezza e armonia) o il cristallo di rocca (amplificazione e chiarezza). Per la manutenzione, bastano un risciacquo con acqua pulita e una ricarica alla luce lunare o nella terra una o due volte al mese. La terra è inoltre un modo di ricarica particolarmente adatto a questa pietra tellurica. Con una durezza da 3 a 6 sulla scala di Mohs a seconda della varietà, la serpentina richiede un po' di attenzione: evitate gli urti e riponetela separatamente dalle vostre pietre più dure.