La serpentina grezza è una pietra che parla immediatamente a chi ama il contatto con la natura. Questo verde oliva, talvolta attraversato da venature nere, gialle o bianche, ha un aspetto terroso e organico che ricorda il sottobosco, il muschio umido, la pelle di un rettile. Nella sua forma grezza, la serpentina rivela texture fibrose e motivi che non si vedono nelle versioni levigate: striature, superfici setose, contrasti di colore più marcati. È una pietra che si ha voglia di toccare, di far girare nella mano, di tenere in tasca. La serpentina è un gruppo di minerali magnesiaci che si trova nelle rocce metamorfiche di tutto il mondo, dalle Alpi alla Nuova Zelanda, passando per il Canada e l'Afghanistan.
Nella litoterapia, la serpentina grezza è apprezzata per la sua energia di rinnovamento, disintossicazione e connessione con la terra nella sua forma più diretta. Posta in uno spazio abitativo, porta un'energia di natura e trasformazione dolce che aiuta a lasciare andare il vecchio per accogliere il nuovo. In uno spazio dedicato allo yoga o alla meditazione, accompagna il lavoro sulla kundalini e la circolazione dell'energia nel corpo. Tenuta in mano, ancora profondamente pur aprendo il chakra del cuore, creando quel ponte tra la terra e le emozioni che costituisce la particolarità di questa pietra. È anche una pietra ideale da collocare in un giardino o vicino a piante da appartamento: la tradizione le attribuisce la capacità di favorire la crescita vegetale.
Per la manutenzione, è sufficiente un risciacquo con acqua pulita e una ricarica nella terra o alla luce lunare. La terra è il modo più naturale per ricaricare questa pietra tellurica. Con una durezza da 3 a 6 sulla scala di Mohs a seconda della varietà, maneggiatela con la dovuta attenzione per evitare urti.